Modica [RG]. E’ tutta farina del mio sacco

I Modicani (allegato de La Sicilia), 1 Luglio 2001

di Isabella Colombo

Nonno, papà e zii mugnai, Michele Cerruto non poteva che essere mugnaio. In verità non lo è sempre stato. Il mulino ad acqua, conosciuto come “mulino Cavallo D’Ispica”, che è adesso anche la sua casa, era un tempo proprietà della famiglia Scucces presso la quale il nonno lavorava appunto come mugnaio. Fu il padre ad acquistare la struttura risalente alla seconda metà del XVIII secolo, ma già dal 1956 non era più funzionante, soppiantata da nuovi mulini a cilindri. Michele ha svolto altri lavori pur non dimenticando mai la professione di famiglia.

Così, armato di tanta buona volontà, ha cominciato da qualche anno a darsi da fare per riportare in vita il vecchio mulino che se ne stava nascosto e inconsapevole dietro una moderna abitazione nel cuore di Cava Ispica nord, a pochi passi dal parco archeologico. Con l’aiuto dei fondi del progetto Leader II veicolati dal Copai da una parte e molta pazienza e perseveranza dall’altra, oggi il signor Cerruto accompagna turisti e scolaresche a visitare il suo mulino funzionante e da bravo cicerone spiega come si svolgeva un tempo la vita in un mulino ad acqua.

Adesso che pian piano, nel giusto spirito della tradizione, l’intonaco è sparito in favore dei conci in pietra, Cerruto, orgoglioso, all’ombra di un gazebo, appena creato per accogliere i visitatori che non trovano altri punti di ristoro lungo la Cava, racconta: “la gente arriva numerosa ed è contenta perché spesso non ha mai visto un mulino ad acqua, soprattutto funzionante e questo li colpisce”. 

Ma il mulino ha anche un’importante funzione didattica: “le insegnanti che illustrano ai loro alunni il ciclo produttivo del grano, dal seme al pane, hanno la possibilità di far vedere dal vivo come avviene la macinazione. Infatti nella stanza della molitura, è possibile anche vedere e toccare i vari gradi di macinazione del grano: crusca, cruschello, tritello e farina. Non solo, ma adesso si può anche assaggiare e comprare la nostra farina che essendo macinata a pietra e a freddo ha un sapore differente dalla farina comune”.

E di questo ne parla proprio nella stanza della molitura,  il cuore del mulino, in un’atmosfera quasi surreale, con il pavimento di basole, bilance, crivelli, le foto degli avi alle pareti, il profumo della farina appena macinata, il rumore della grossa mola che stritola i duri chicchi e il suono della campanella che avverte il mugnaio di aggiungere ancora grano: “Voglio continuare a mettere questa struttura, che con tanta fatica ho portato avanti, a disposizione di tutti coloro che vogliono visitarla, ma la mia speranza è che tutta Cava Ispica possa diventare un parco attrezzato per i turisti che oggi arrivano numerosi e trovano ancora pochi servizi.